Tasso fisso o variabile nel 2025: quale conviene scegliere? Analisi e consigli

28/02/2025
Tasso fisso o variabile nel 2025: quale conviene scegliere? Analisi e consigli

Mutuo casa nel 2025: meglio tasso fisso o variabile? Analizziamo i pro e i contro per aiutarti a scegliere la soluzione più vantaggiosa. 

Se stai pensando di accendere un mutuo per acquistare casa nel 2025, una delle prime decisioni che dovrai prendere riguarda proprio la scelta tra tasso fisso e tasso variabile. 

A maggior ragione oggi, con l’evoluzione dell’economia, i recenti tagli dei tassi della BCE e le dinamiche del mercato immobiliare, questa scelta assume un’importanza cruciale. 

Ma non è sempre facile districarsi nel mondo dei mutui, specialmente quando si parla di tassi di interesse: che differenza c’è tra tasso fisso o variabile? Qual è il più conveniente? E quali sono le previsioni per questo 2025? 

Scopriamolo insieme in questo articolo in cui ti forniremo dati concreti e consigli pratici per aiutarti a prendere la decisione migliore in base alle tue esigenze. 

Cosa sono il tasso fisso e il tasso variabile? 

Differenze chiave tra tasso fisso e tasso variabile

Partiamo dalle basi, ovvero dalle differenze tra tasso fisso e tasso variabile. 

Come dice la parola stessa, il tasso fisso è un tasso che rimane costante per tutta la durata del mutuo; viceversa, il tasso variabile può cambiare più volte durante la vita del contratto. 

Di conseguenza, con il mutuo a tasso variabile, il calcolo degli interessi si modifica nel corso del tempo in relazione all’andamento del costo del denaro. Si tratta di una variazione che segue quella registrata dall’Euribor, il tasso interbancario medio applicato dalle banche dell’Unione Europea ai depositi. 

All’Euribor va poi aggiunto anche lo Spread annuo, ovvero la percentuale che ogni specifica banca decide di aggiungere come ricavo. Dall’addizione di Euribor e Spread si ottiene il tasso che viene applicato alle rate del mutuo a tasso variabile. 

Con il mutuo a tasso fisso, invece, la rata rimane costante a prescindere dall’andamento del costo del denaro. In questo caso il tasso applicato viene calcolato sommando l’IRS (Interest Rate Swap) allo spread annuo. 

Vantaggi e svantaggi teorici di ciascun tasso

Il tasso fisso garantisce una rata costante per tutta la durata del mutuo, offrendo stabilità e prevedibilità nei pagamenti. Questo lo rende ideale per chi preferisce evitare sorprese e pianificare il budget con sicurezza. 

Inoltre, il tasso fisso consente di proteggersi da eventuali rialzi futuri dei tassi di interesse, garantendo una pianificazione finanziaria più solida. 

Tuttavia, presenta anche degli svantaggi: generalmente, le rate iniziali sono più alte rispetto ad un tasso variabile, e in periodi di tassi in calo si rischia di pagare di più rispetto al mercato.

Il tasso variabile, invece, segue l’andamento dell’Euribor, il che significa che la rata può aumentare o diminuire nel tempo. 

Storicamente, il tasso variabile è stato più conveniente, soprattutto nei periodi di tassi bassi, consentendo ai mutuatari di risparmiare notevolmente sugli interessi nel lungo termine. 

Ad ogni modo, il tasso variabile comporta un rischio maggiore legato all’oscillazione dei mercati: se i tassi dovessero aumentare, le rate potrebbero salire in modo significativo, rendendo più difficile la gestione del mutuo.

Quando e per chi è più indicato un tipo rispetto all’altro

Come abbiamo già anticipato, il tasso fisso è indicato per chi desidera proteggersi da eventuali rialzi futuri e preferisce la certezza di una rata stabile. 

È particolarmente consigliato per chi ha un reddito fisso, come dipendenti pubblici o privati con contratti a tempo indeterminato, o anche per chi sta pianificando a lungo termine e non vuole assumersi il rischio di aumenti imprevisti. 

Inoltre, è la scelta più sicura per chi ha una capacità di risparmio limitata e non può permettersi di sostenere rate più alte in caso di rialzi del mercato.

Il tasso variabile, invece, può essere una buona scelta per chi ha una maggiore tolleranza al rischio e una situazione economica più flessibile. 

Si tratta di un tasso particolarmente vantaggioso nelle situazioni in cui i tassi di interesse sono in calo o stabili, permettendo di risparmiare sugli interessi nel breve e medio termine. 

Può essere una soluzione interessante anche per chi prevede di estinguere il mutuo prima della sua naturale scadenza o per chi ha entrate variabili e può permettersi di gestire oscillazioni nei pagamenti. Tuttavia, richiede una maggiore attenzione all’andamento del mercato e la capacità di far fronte a eventuali aumenti delle rate.

Previsioni e andamento del mercato nel 2025 

La scelta dell’una o dell’altra tipologia dipende ovviamente anche dalle previsioni e dall’andamento del mercato per il 2025. 

A questo proposito, le ultime analisi suggeriscono che il 2025 sarà un anno di graduale riduzione dei tassi di interesse: dopo l’aumento significativo registrato negli ultimi anni, nel 2025 la situazione si dovrebbe stabilizzare, tornando così ad un graduale aumento della domanda di mutui per acquistare casa (ne abbiamo parlato dettagliatamente nell’articolo “Previsioni Mercato Immobiliare 2025: Tendenze e Opportunità di Investimento”). 

Infatti, secondo il “Borsino mutui acquisto casa” curato da MutuiSupermarket e Nomisma, le erogazioni  di mutui cresceranno del 10,6% nel corso dell’anno grazie ai recenti tagli dei tassi della BCE (l’ultimo effettuato a gennaio 2025 di 0,25 punti percentuali). 

Anche l’Euribor a 3 mesi, che regola i tassi variabili, dovrebbe scendere fino al 2,10% entro il primo trimestre 2026, rendendo questa opzione nuovamente competitiva rispetto al tasso fisso. 

Fattori economici che influenzeranno i tassi nel 2025

L’andamento dei tassi di interesse è da sempre fortemente influenzato dalle politiche adottate dalla BCE, la Banca Centrale Europea, che da inizio anno ha già ridotto il tasso di riferimento principale dello 0,25% e che, secondo le previsioni, potrebbe effettuare ulteriori tagli nei prossimi mesi. 

Il principale obiettivo di questo tipo di operazioni rimane quello di mantenere la stabilità dei prezzi e sostenere la crescita economica, adattando la politica monetaria in funzione dell’inflazione e del ciclo economico. 

Se l’inflazione continuerà a ridursi, i tassi di interesse resteranno bassi, rendendo i mutui a tasso variabile più vantaggiosi. Viceversa, se dovessero emergere nuovi fattori di pressione inflazionistica, la BCE potrebbe rallentare la politica di allentamento monetario, limitando così il ribasso dei tassi. 

Ovviamente, anche la crescita economica dell’area Euro gioca un ruolo determinante: se il PIL europeo dovesse rallentare più di quanto previsto, la BCE potrebbe intensificare le misure di sostegno economico, facilitando ulteriori riduzioni dei tassi di interesse. 

In questo contesto, il mercato immobiliare potrebbe beneficiare di una maggiore accessibilità al credito, favorendo così le richieste di mutuo. 

Confronto storico: cosa ci dicono i dati degli anni precedenti?

Analizzando i dati degli ultimi anni, si nota che il tasso fisso è stato la scelta più popolare nel corso del 2024, quando l’incertezza economica e l’inflazione elevata rendevano il variabile meno conveniente. 

Con la progressiva riduzione dei tassi e l’abbassamento dell’inflazione, il tasso variabile potrebbe tornare ad essere una scelta vantaggiosa nel 2025, soprattutto per chi sottoscrive un mutuo di breve e media durata. 

Già in passato scenari simili hanno favorito il ritorno del tasso variabile come opzione preferita, ma è comunque sempre fondamentale considerare il contesto economico e le proprie capacità finanziarie prima di scegliere la tipologia di mutuo più adatta. 

Quale tasso scegliere? Fattori da considerare

Se hai una situazione finanziaria stabile e preferisci evitare incertezze, il tasso fisso rappresenta la scelta più sicura, garantendo una rata costante per tutta la durata del mutuo. 

Questa opzione è particolarmente indicata per chi ha un reddito fisso e vuole pianificare il bilancio familiare senza sorprese. 

Se, invece, hai una maggiore propensione al rischio e sei disposto ad accettare eventuali oscillazioni, il tasso variabile potrebbe permetterti di risparmiare nel breve termine, beneficiando della riduzione prevista dei tassi d’interesse nel 2025 (e non solo). 

Tuttavia, dovrai considerare il rischio di eventuali rialzi futuri, che potrebbero impattare sulle tue finanze. 

Oltre a questo è importante considerare anche la durata del finanziamento: per mutui a lungo termine il tasso fisso offre una maggiore tranquillità, evitando aumenti imprevisti della rata. 

Al contrario, per mutui di breve o media durata, il tasso variabile può risultare più conveniente, poiché permette di sfruttare eventuali ribassi futuri senza subire l’effetto di eventuali aumenti sul lungo periodo. 

Se stai valutando una surroga, il 2025 potrebbe rappresentare un’opportunità interessante per ottenere delle condizioni più vantaggiose. Con il calo dei tassi previsto potresti ottenere un risparmio significativo passando ad un tasso inferiore rispetto a quello attuale, sia esso fisso o variabile. 

In questo caso, è fondamentale confrontare attentamente le offerte disponibili e valutare la soluzione più adatta al tuo profilo finanziario. 

Consigli pratici e strumenti per la scelta

Come confrontare le offerte di mutuo nel 2025 

Per scegliere il miglior mutuo ed avere una panoramica completa di quale sia il miglior mutuo è necessario confrontare e considerare il TAEG, che include tutti i costi, non soltanto il TAN. 

Infatti, il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) comprende sia il tasso di interesse che le spese di istruttoria, perizia, incasso rata e altre voci che incidono sull’importo complessivo del finanziamento. 

A differenza del TAN, che influisce direttamente sull’importo di interessi da pagare sul capitale, il TAEG fornisce una visione più completa del costo complessivo del prestito: di conseguenza, per valutare effettivamente quale sia il mutuo più conveniente tra due opzioni simili, è necessario osservare il TAEG. 

Il consiglio è quindi quello di affidarsi a dei comparatori online per ottenere un quadro chiaro delle opzioni disponibili, che permetta di confrontare tra loro il TAEG offerto dai diversi istituti bancari. 

Oltre a questo, è consigliabile valutare non solo il tasso iniziale offerto, ma anche la possibilità di eventuali variazioni nel tempo, specialmente per i mutui a tasso variabile. 

Quando rivolgersi ad un consulente finanziario?

Come hai potuto vedere, i fattori da considerare per prendere una decisione ponderata sono tanti, e spesso di difficile interpretazione. 

Per questo motivo, un esperto del settore può rivelarsi fondamentale per individuare il mutuo più vantaggioso in base alle proprie esigenze e alla specifica situazione finanziaria. 

Un consulente finanziario ti aiuterà a comprendere il reale impatto delle diverse opzioni di tasso, ad individuare eventuali costi nascosti (come spese di incasso rata, penali di estinzione anticipata e commissioni di intermediazione bancaria) e ad interpretare clausole che potrebbero risultare poco chiare, come quelle relative alla rinegoziazione del mutuo o agli adeguamenti di tasso. 

Inoltre, un consulente finanziario può fornire supporto nella negoziazione con le banche, aiutandoti ad ottenere condizioni più favorevoli e ad accedere a prodotti che potrebbero non essere immediatamente visibili tramite i canali tradizionali. 

Ad esempio, alcune banche offrono promozioni o condizioni agevolate per determinate categorie di mutuatari, come giovani coppie o lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, opportunità che un consulente può aiutarti ad individuare o sfruttare. 

Se non hai esperienza nel settore mutui e vuoi assicurarti di prendere una decisione informata, affidarti ad un consulente può essere una mossa strategica per evitare sorprese future e garantire la scelta più vantaggiosa per il tuo mutuo. 

Conclusione

La scelta tra tasso fisso e tasso variabile nel 2025 dipende da molteplici fattori, tra i quali troviamo il contesto economico, le politiche della BCE, così come le esigenze personali del mutuatario. 

Da un lato, optare per il tasso fisso offre sicurezza e prevedibilità, rendendolo la scelta ideale per chi preferisce non correre rischi. 

Dall’altro, il tasso variabile può risultare più conveniente in uno scenario di tassi in calo, ma comporta anche il rischio di variazione future della rata. 

Per prendere una decisione è quindi fondamentale basarsi su dei dati concreti e non solo sui trend momentanei, consultandosi con esperti di settore, monitorando costantemente il mercato e valutando con attenzione la propria stabilità finanziaria. 

Indipendentemente dalla scelta, è sempre utile confrontare diverse offerte e leggere attentamente le condizioni contrattuali proposte così da evitare costi nascosti o clausole poco vantaggiose.